8 Gen 2026 - Approfondimenti
Marchi storici italiani: come funziona la nuova tutela prevista dalla Legge Made in Italy
I marchi storici non sono solo nomi o loghi: rappresentano pezzi di storia industriale, culturale ed economica del nostro Paese. Per questo motivo, negli ultimi anni il legislatore ha deciso di intervenire in modo concreto per evitarne la scomparsa. In particolare, dal 2 dicembre 2024 è diventata pienamente operativa una nuova disciplina prevista dalla cosiddetta Legge Made in Italy (legge n. 206/2023), che introduce un sistema di tutela specifico per i marchi di particolare interesse e valenza nazionale.
Perché serviva una nuova norma
Negli ultimi anni, numerosi marchi storici italiani hanno rischiato di andare perduti a causa della chiusura delle imprese che li detenevano, della delocalizzazione produttiva o del semplice abbandono. In molti casi, si tratta di marchi con decenni di storia, fortemente legati a un territorio e a una tradizione produttiva riconosciuta anche all’estero.
La Legge Made in Italy nasce proprio con l’obiettivo di preservare questo patrimonio, impedendo che marchi simbolo dell’eccellenza italiana vengano dispersi o utilizzati senza alcun legame con il territorio nazionale.
Quali marchi sono tutelati?
La norma riguarda i marchi che:
- hanno almeno 50 anni di storia (oppure un uso continuativo di lunga durata);
- godono di una rilevante notorietà;
- sono stati utilizzati per la commercializzazione di prodotti o servizi realizzati da imprese produttive nazionali di eccellenza, legate al territorio italiano.
Si tratta, quindi, di marchi che incarnano pienamente il valore del Made in Italy.
Cosa succede se un’impresa chiude?
Dal 2 dicembre 2024, le imprese che intendono cessare l’attività collegata a uno di questi marchi – e che non abbiano già previsto una cessione a titolo oneroso – devono comunicare la decisione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
In concreto:
- l’impresa presenta un progetto di cessazione tramite un format predisposto dal Ministero;
- il progetto viene valutato dalla Direzione Generale per la politica industriale, la riconversione e la crisi industriale (DGIND);
- entro tre mesi, il Ministero decide se subentrare nella titolarità del marchio.
Se il Ministero manifesta interesse, il marchio viene ceduto gratuitamente allo Stato, evitando così che venga abbandonato o perda valore.
Chi può usare questi marchi?
Una volta acquisiti dal Ministero, i marchi non restano “fermi”. Possono infatti essere concessi in licenza d’uso a imprese interessate a rilanciarli.
Possono fare richiesta:
- imprese italiane;
- imprese estere che intendano investire in Italia o trasferire qui attività produttive oggi svolte all’estero.
Le domande vanno presentate all’Unità di missione attrazione e sblocco degli investimenti (UMASI) del MIMIT, che valuta i progetti sulla base di criteri come:
- qualità e solidità dell’investimento;
- impatto occupazionale;
- settore produttivo;
- localizzazione degli stabilimenti.
Una tutela legata al territorio
Un elemento centrale della disciplina è il vincolo territoriale. Il marchio può essere utilizzato solo se la produzione resta in Italia.
A tal proposito, la legge chiarisce in maniera esplicita che, all’azienda interessata, il marchio viene concesso in licenza d’uso gratuita per un periodo minimo di 10 anni e rinnovabile, a condizione che l’impresa licenziataria non cessi l’attività né delocalizzi la produzione fuori dall’Italia.
Il contratto di licenza si risolve automaticamente se l’impresa:
- cessa l’attività;
- oppure delocalizza la produzione fuori dal territorio nazionale.
In questo modo, il marchio continua ad essere un’autentica espressione del Made in Italy, e non solo un nome “italiano” usato all’estero.
Un nuovo modello di valorizzazione
Con questa norma, lo Stato assume un ruolo attivo nella tutela dei marchi storici: non come semplice regolatore, ma come custode temporaneo di un patrimonio collettivo, che viene rimesso in circolazione attraverso imprese produttive.
L’obiettivo finale è chiaro:
- salvaguardare l’identità industriale italiana;
- favorire investimenti produttivi;
- mantenere occupazione, competenze e valore economico sul territorio nazionale.
La tutela dei marchi di particolare interesse e valenza nazionale rappresenta uno degli strumenti più innovativi della Legge Made in Italy. Una misura concreta che mira a garantire che i marchi storici italiani non scompaiano, ma continuino a vivere, produrre valore e raccontare l’eccellenza del nostro Paese, anche alle generazioni future.