31 Lug 2025 - Approfondimenti
Marchi e classificazione: regole comuni per chiarezza e precisione nei termini
In seguito alla sentenza della Corte di Giustizia UE nella causa “IP Translator” e al recepimento della direttiva (UE) 2015/2436 e del Regolamento (UE) 2017/1001, gli uffici della proprietà intellettuale europei hanno definito una prassi comune volta ad armonizzare i criteri per l’accettabilità dei termini usati nella classificazione dei prodotti e dei servizi per la registrazione dei marchi.
Obiettivo: chiarezza e prevedibilità
La sentenza “IP Translator” ha stabilito che i termini indicati nelle domande di marchio devono essere formulati con chiarezza e precisione, per consentire alle autorità e agli operatori economici di comprendere la reale portata della protezione richiesta. È ammesso l’uso delle intestazioni generali della Classificazione di Nizza, ma solo se soddisfano requisiti di chiarezza e precisione.
Prassi comune: due assi portanti
- Accettabilità dei termini di classificazione
Sono state definite tre direttive che guidano l’analisi della chiarezza dei termini:- Il significato naturale del termine deve rendere comprensibile la portata della protezione.
- Se non sufficiente, vanno specificati elementi come scopo, caratteristiche, settore di mercato o destinatari.
- Alcuni termini, benché generici, sono accettabili solo in certe classi, ma non in altre senza ulteriori precisazioni.
- Uso delle indicazioni generali delle intestazioni di classe
Le indicazioni generali delle intestazioni di cinque classi della classificazione di Nizza (classe 7 – Macchine; classe 37 – Riparazioni; classe 37 – Servizi di intrattenimento; Classe 40 – Trattamento di materiali; Classe 45 – Servizi personali e sociali resi da terzi destinati a soddisfare necessità individuali) sono ritenute troppo vaghe e, quindi, non accettabili senza specificazione.
Il motivo: non consentono di identificare chiaramente il tipo di bene o servizio tutelato, né il contesto tecnico o commerciale di riferimento.
Strumenti a supporto e applicazione concreta
L’iniziativa si basa anche su strumenti operativi come la banca dati armonizzata TMclass, utili per la ricerca ed individuazione di termini accettabili.
I richiedenti che usano termini vaghi riceveranno dall’ufficio preposto una richiesta di chiarimento: se non adeguano la formulazione entro il termine prestabilito, la domanda potrà essere respinta.
L’armonizzazione delle prassi in materia di classificazione rappresenta un passo cruciale per rafforzare certezza del diritto e trasparenza nel sistema europeo dei marchi. Il messaggio agli utenti è chiaro: descrivere con precisione ciò che si vuole proteggere è ora più che mai fondamentale.