You think, we care

News

3 Mar 2026 - News

Innovazione in forte crescita: boom dei brevetti in Italia nel 2025

Nel 2025 l’Italia ha segnato un altro passo avanti significativo sul fronte dell’innovazione tecnologica. Secondo il Report sulle attività brevettuali pubblicato dalla Direzione Generale per la Proprietà Industriale dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) — organo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy — le domande di brevetto per invenzione industriale hanno registrato una crescita robusta per il secondo anno consecutivo, raggiungendo quasi 12.000 istanze complessive.

Crescita significativa, ben oltre le aspettative

Nel dettaglio, le richieste di brevetto per invenzioni industriali sono state 11.996 nel 2025, con un incremento del 18,2% rispetto al 2024 — un dato che segue l’aumento del 7,4% già registrato nell’anno precedente. Questo trend testimonia una vivacità crescente non solo della dimensione produttiva italiana, ma anche della capacità di trasformare idee in tecnologie protette.

Anche le domande di brevetti per modello di utilità — strumenti che tutelano miglioramenti tecnici applicati a prodotti esistenti — sono aumentate: da 1.830 nel 2024 a 2.073 nel 2025 (+13,2%).

Ruolo crescente di università e centri di ricerca

Un altro elemento interessante del report riguarda il contributo della ricerca pubblica: le università e gli enti di ricerca hanno presentato 594 domande di brevetto, con un incremento del 25% rispetto al 2024. Questo rafforza l’idea che gli atenei italiani stiano diventando sempre più attivi nella valorizzazione delle scoperte scientifiche, trasformandole in titoli di proprietà industriale.

Secondo studi esterni, la partecipazione delle istituzioni accademiche italiane alle attività brevettuali è significativa anche sul piano internazionale, con un contributo di circa l’8% delle domande nazionali e concentrazione geografica nelle regioni del Nord come Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Riforme e politiche che spingono l’ecosistema

Il report sottolinea come questa crescita sia anche effetto di recenti politiche di sistema. Tra queste, la riforma dell’art. 65 del Codice della Proprietà Industriale ha eliminato il cosiddetto “professor privilege”, centralizzando la titolarità delle invenzioni direttamente negli atenei e negli enti di ricerca — una mossa che ha favorito la gestione strategica dei brevetti sviluppati nel contesto pubblico.

Inoltre, le iniziative di potenziamento degli Uffici di Trasferimento Tecnologico (UTT) hanno giocato un ruolo chiave nell’incentivare la collaborazione tra mondo accademico e imprese, velocizzando il percorso di protezione e valorizzazione delle tecnologie.

Brevetti concessi e coperture internazionali

Nel corso dell’ultimo anno l’UIBM ha concesso 8.577 titoli nazionali, di cui 6.769 brevetti per invenzione industriale e 1.582 per modelli di utilità. A questi si sommano 202 brevetti derivanti da domande internazionali presentate tramite il Patent Cooperation Treaty (PCT) e 24 certificati complementari di protezione dedicati a medicinali e prodotti fitosanitari.

Il quadro internazionale

Se guardiamo al panorama globale, la spinta brevettuale è un fenomeno che riguarda molte economie: secondo l’ultimo rapporto della WIPO (World Intellectual Property Organization), il numero di domande di brevetto ha raggiunto 3,7 milioni nel 2025 a livello mondiale, segnando un nuovo massimo storico.

In questo contesto, i dati italiani raccontano due cose: da un lato l’impegno concreto del Paese nel valorizzare l’innovazione; dall’altro, la necessità di rafforzare ulteriormente strumenti e risorse, soprattutto per le piccole e medie imprese. In diverse regioni europee, ad esempio, si osservano crescenti investimenti in brevetti nei settori high-tech, medicina e biotech — spingendo verso una competizione sempre più intensa su scala globale.

Vuoi saperne di più?
Richiedi subito una consulenza.