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9 Mar 2026 - News

Donne e brevetti: cresce il contributo femminile all’innovazione europea

Il contributo delle donne alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica continua a rafforzarsi in Europa. Sebbene il percorso verso una piena parità sia ancora in evoluzione, gli ultimi dati mostrano una presenza femminile sempre più significativa nei processi di ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie.

Secondo un recente studio dell’osservatorio dell’European Patent Office, dedicato alla partecipazione delle donne nei settori STEM – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – il numero di inventrici è cresciuto progressivamente negli ultimi anni. Nel 2022 le donne rappresentano il 13,8% degli inventori europei citati nelle domande di brevetto, un dato che conferma una tendenza positiva rispetto ai decenni precedenti, quando la presenza femminile era decisamente più limitata.

L’Italia tra i Paesi più dinamici

In questo scenario l’Italia si distingue con risultati incoraggianti. La quota di inventrici nelle discipline STEM ha raggiunto il 14,7%, superando la media europea. Si tratta di un segnale importante, che riflette l’evoluzione del sistema della ricerca e il crescente contributo delle donne allo sviluppo tecnologico del Paese.

Sempre più spesso, infatti, le inventrici italiane partecipano a progetti di innovazione all’interno di team interdisciplinari, contribuendo alla nascita di nuove soluzioni tecnologiche e industriali. Un modello di collaborazione che sta diventando sempre più centrale nella ricerca contemporanea.

Milano polo europeo dell’innovazione femminile

Tra i principali centri europei dell’innovazione emerge in particolare Milano. Il capoluogo lombardo è l’unica città italiana presente tra i trenta principali cluster europei per brevetti depositati da donne e si colloca al settimo posto nella classifica continentale.

Negli ultimi anni la città ha registrato un progresso significativo: la quota di inventrici nelle materie STEM è passata dal 16,1% nel periodo 2013-2017 al 19,1% nel quinquennio successivo. Un risultato che conferma il ruolo crescente del territorio milanese come hub di ricerca e innovazione capace di valorizzare competenze scientifiche femminili.

Startup tecnologiche: una presenza in crescita

Il contributo delle donne sta emergendo anche nel mondo delle startup innovative. In Europa circa il 10% delle startup che depositano brevetti include almeno una donna tra i fondatori, una percentuale ancora limitata ma in progressivo aumento.

Anche in questo caso l’Italia presenta risultati positivi: con il 12,5% di fondatrici di startup che depositano brevetti europei, il Paese si colloca tra i primi in Europa, dietro soltanto a Spagna, Portogallo e Irlanda.

Le startup più recenti mostrano inoltre una presenza femminile più elevata rispetto alle imprese più mature, segno che le nuove generazioni stanno contribuendo a rendere l’ecosistema dell’innovazione sempre più inclusivo.

Università e ricerca: una base solida

Un elemento particolarmente incoraggiante riguarda il sistema universitario. In Italia quasi quattro laureati STEM su dieci sono donne, un dato che evidenzia la forte partecipazione femminile alla formazione scientifica.

Questa base sta progressivamente alimentando anche il mondo della ricerca e della brevettazione. Negli ultimi anni è aumentato il numero di ricercatrici con dottorato che partecipano a progetti di innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie.

In questo ambito si distinguono diversi atenei italiani, tra cui l’Università di Milano e il Politecnico di Milano, che figurano tra le istituzioni europee con una significativa presenza femminile nelle attività di ricerca applicata e brevettazione.

Le life sciences trainano la partecipazione femminile

La partecipazione delle donne è particolarmente forte nei settori legati alle scienze della vita. Ambiti come farmaceutica, biotecnologie e chimica alimentare registrano le percentuali più elevate di inventrici, riflettendo la crescente presenza femminile nella ricerca scientifica in questi campi.

Questi settori stanno diventando un terreno fertile per nuove opportunità di innovazione e imprenditorialità scientifica, contribuendo a rafforzare il ruolo delle ricercatrici nello sviluppo tecnologico europeo.

Diversità come leva per l’innovazione

Sempre più istituzioni sottolineano come la diversità rappresenti un fattore strategico per l’innovazione. Ampliare la partecipazione femminile nei processi di ricerca e sviluppo significa infatti valorizzare una parte importante del talento scientifico disponibile.

Negli ultimi decenni i progressi sono stati evidenti: negli anni Settanta le inventrici rappresentavano appena il 2% del totale in Europa. Oggi la loro presenza è molto più consistente e continua a crescere.

Il percorso verso un equilibrio completo è ancora in corso, ma la direzione appare chiara. La crescente partecipazione delle donne nei settori STEM e nel mondo dei brevetti rappresenta non solo un passo avanti verso una maggiore inclusione, ma anche un elemento fondamentale per rafforzare la capacità innovativa dell’Europa.

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