17 Feb 2026 - Approfondimenti
La tutela dei giochi in scatola: quali strumenti offre il nostro ordinamento?
Un gioco in scatola è, giuridicamente parlando, un oggetto complesso. Non è soltanto un prodotto commerciale, né soltanto un’opera creativa: è un insieme di elementi differenti – nome, grafica, regole, meccaniche, componenti fisici – ciascuno dei quali può essere protetto in modo diverso.
Il primo errore che spesso si commette è pensare che esista una “tutela del gioco” in quanto tale. In realtà, il nostro ordinamento non protegge il gioco come categoria unitaria, ma tutela separatamente i singoli elementi che lo compongono.
Per comprendere davvero come difendere un gioco in scatola, occorre quindi scomporlo nei suoi elementi giuridicamente rilevanti.
Il marchio: proteggere l’identità del gioco
Il nome del gioco rappresenta il primo e più immediato elemento distintivo. È ciò che il pubblico riconosce, ricorda e associa a una determinata esperienza ludica.
Attraverso la registrazione come marchio, ai sensi del Codice della Proprietà Industriale, è possibile ottenere un diritto esclusivo sull’uso del nome e degli eventuali segni distintivi (logo, payoff, elementi figurativi).
Si pensi a Monopoly®: il valore economico del gioco è fortemente legato alla forza del marchio. Anche laddove altri giochi presentino meccaniche simili, non possono utilizzare quel nome né segni confondibili.
Il marchio non protegge il contenuto creativo né le regole, ma l’identità commerciale del prodotto. La sua forza risiede nella durata potenzialmente illimitata, purché venga rinnovato ogni dieci anni e utilizzato effettivamente.
Il design: la tutela dell’aspetto estetico
Un gioco in scatola non è solo regole e meccaniche. È anche forma, estetica, configurazione visiva.
La disciplina dei disegni e modelli consente di proteggere l’aspetto esteriore di un prodotto quando esso sia nuovo e presenti carattere individuale. Questo significa che la forma delle pedine, la configurazione del tabellone o una particolare struttura della confezione possono essere oggetto di registrazione come design.
L’esempio di Risiko!® aiuta a comprendere la distinzione: il concetto di gioco strategico di conquista territoriale non è monopolizzabile, ma la specifica veste grafica e la configurazione concreta del prodotto possono esserlo.
La tutela del design riguarda dunque la forma, non la funzione. E ha una durata massima di venticinque anni.
Il diritto d’autore: la protezione della creatività
Il diritto d’autore rappresenta lo strumento centrale nella protezione degli elementi creativi del gioco.
La legge tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo, e nel caso dei giochi in scatola questo può includere il testo del regolamento, le illustrazioni, la grafica del tabellone, le carte da gioco, eventuali personaggi o ambientazioni narrative.
Le carte illustrate di Dixit®, ad esempio, costituiscono vere e proprie opere artistiche, pienamente protette dalla normativa sul diritto d’autore.
Occorre però chiarire un punto decisivo: le idee e le meccaniche di gioco, in quanto tali, non sono protette. Il diritto d’autore tutela la forma espressiva, non l’idea astratta.
Ciò significa che nessuno può copiare il regolamento parola per parola o riprodurre identiche illustrazioni, ma è possibile sviluppare un gioco con meccaniche simili, purché non vi sia plagio dell’espressione concreta.
La protezione dura per tutta la vita dell’autore e per i settant’anni successivi alla sua morte.
Il brevetto: un’ipotesi residuale
La questione del brevetto merita un chiarimento netto.
Le regole di gioco, considerate in sé, rientrano tra i metodi per attività intellettuali e, come tali, non sono brevettabili. Una pura meccanica ludica non può essere oggetto di monopolio brevettuale.
Il brevetto può entrare in gioco solo quando il prodotto incorpora una vera e propria soluzione tecnica: ad esempio un meccanismo innovativo, un dispositivo fisico originale, una struttura tridimensionale con funzione tecnica specifica.
Si tratta, tuttavia, di ipotesi non frequenti nel settore dei giochi in scatola tradizionali. Nella prassi, la tutela brevettuale rimane marginale rispetto agli altri strumenti.
Una tutela “a strati”
La protezione efficace di un gioco in scatola non passa da un singolo istituto, ma da una combinazione di strumenti.
Il marchio consolida l’identità commerciale.
Il design tutela l’aspetto estetico.
Il diritto d’autore protegge l’espressione creativa.
Il brevetto, quando possibile, salvaguarda eventuali soluzioni tecniche.
Comprendere questa stratificazione è fondamentale per valorizzare il gioco come asset economico. Un titolo di successo non è soltanto un prodotto ludico: è un insieme di diritti che, se correttamente gestiti, possono generare sfruttamento economico duraturo, attraverso licenze, edizioni internazionali, merchandising e adattamenti.