19 Mar 2026 - Approfondimenti
Festini Bilaterali: nati per scherzo, diventati un marchio
Negli ultimi anni il confine tra comunicazione spontanea e strategia di branding si è fatto sempre più sottile, soprattutto nel mondo dello spettacolo. Un esempio recente e significativo è quello di Elettra Lamborghini, che ha deciso di trasformare un’espressione nata quasi per caso durante il Festival di Sanremo 2026 in un vero e proprio marchio: “festini bilaterali”.
Dalle notti insonni al tormentone virale
L’origine dell’espressione è legata direttamente all’esperienza della cantante durante la settimana sanremese. In gara con il brano Voilà, Elettra Lamborghini ha raccontato sui social di non riuscire a dormire a causa delle feste notturne organizzate negli hotel della Riviera ligure, frequentati da artisti e addetti ai lavori.
Tra video notturni, sfoghi ironici e minacce scherzose di intervenire “in ciabatte con il megafono”, la cantante ha coniato la formula “festini bilaterali” per descrivere questi party non ufficiali. L’espressione, nata in modo spontaneo, è diventata rapidamente virale, trasformandosi in uno dei meme più riconoscibili dell’edizione 2026 del Festival.
Il fenomeno ha superato il semplice aneddoto: la frase è entrata nel linguaggio social e mediatico, diventando una sorta di etichetta pop per indicare gli eventi paralleli, spesso informali, che animano le notti sanremesi.
La scelta di depositare il marchio
A pochi giorni dalla fine del Festival, il 3 marzo 2026, Elettra Lamborghini ha depositato presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi la domanda di registrazione per il marchio verbale “Festini bilaterali”.
La richiesta non si limita a un uso simbolico: il marchio è destinato a coprire un ampio spettro di prodotti e servizi. Tra questi figurano cosmetici, capi di abbigliamento, contenuti musicali digitali, dispositivi elettronici e attività legate all’intrattenimento, come l’organizzazione di eventi.
In altre parole, un’espressione nata come lamentela ironica per il rumore notturno viene proiettata in una dimensione economica e commerciale, potenzialmente capace di generare linee di prodotti, format digitali e persino eventi “ufficiali” legati al brand.
Dal meme al brand: una strategia sempre più diffusa
Il caso dei “festini bilaterali” rappresenta un esempio efficace di come i personaggi pubblici possano capitalizzare contenuti nati sui social. La rapidità con cui un tormentone viene trasformato in marchio evidenzia un approccio sempre più consapevole alla gestione della propria immagine e della propria visibilità.
Nel contesto attuale, infatti, la viralità non è solo un fenomeno comunicativo, ma può diventare una risorsa economica. Registrare un marchio consente di proteggere legalmente un’espressione e di controllarne l’utilizzo commerciale, impedendo ad altri di sfruttarla senza autorizzazione.
Tra cultura pop e diritto industriale
Il caso dei “festini bilaterali” mostra in modo chiaro l’incontro tra cultura pop, social media e diritto dei marchi. Da un lato, un’espressione nata in modo spontaneo durante un evento mediatico; dall’altro, la sua formalizzazione giuridica come segno distintivo.
Si tratta di un fenomeno sempre più frequente, che riflette l’evoluzione dell’industria dell’intrattenimento: oggi, anche una battuta o un meme possono diventare un brand, purché siano riconoscibili, diffusi e associati a una figura pubblica.
In questo senso, l’iniziativa di Elettra Lamborghini non è solo una curiosità legata al Festival di Sanremo, ma un esempio concreto di come funziona – e di come si sta trasformando – il rapporto tra notorietà, creatività e mercato.