22 Gen 2026 - Approfondimenti
McConaughey contro i deepfake: proteggere voce e volto registrandoli come marchi
Negli ultimi anni l’evoluzione delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa ha reso possibile creare immagini, video e campioni vocali di persone reali con un realismo sorprendente. Per molti artisti questa capacità rappresenta una fonte di preoccupazione, poiché può essere usata per generare contenuti non autorizzati che sfruttano la loro immagine o voce. In questo contesto l’attore Matthew McConaughey ha adottato una strategia inedita per difendersi da potenziali abusi: ha deciso di registrare legalmente come marchi alcuni aspetti distintivi della sua persona.
Una difesa preventiva contro l’uso improprio dell’IA
La mossa di McConaughey non nasce da un caso specifico di deepfake già diffuso, ma da una preoccupazione più ampia per l’uso selvaggio che può essere fatto delle immagini e dei suoni di celebrità tramite strumenti di IA generativa.
Per tutelarsi, l’attore ha presentato all’U.S. Patent and Trademark Office (USPTO) diverse richieste di registrazione di marchi che riguardano non solo immagini e clip video, ma anche registrazioni sonore della sua voce.
Cosa è stato registrato
Tra i materiali per cui è stata richiesta la registrazione figurano otto marchi distinti, che comprendono:
- una clip video di pochi secondi in cui McConaughey è ritratto in piedi su un portico;
- un breve filmato in cui è seduto davanti a un albero di Natale;
- l’audio della sua celebre frase «Alright, alright, alright», pronunciata per la prima volta nel film La vita è un sogno del 1993 e da allora indissolubilmente legata alla sua immagine pubblica.
La finalità è quella di stabilire un controllo legale esplicito sull’uso della sua voce e del suo volto in nuovi contenuti generati dall’IA.
Un approccio legale innovativo
L’obiettivo dichiarato dell’attore è creare un perimetro legale chiaro intorno alla sua identità digitale, affinché il suo volto, la sua voce o qualsiasi elemento ad essi collegato non vengano usati senza il suo consenso e attribuzione. In pratica, se un software di IA o un creatore di contenuti volesse generare una sua immagine o un suo audio sintetico, potrebbe incorrere in una violazione di marchio.
Secondo il team legale di McConaughey, questa strategia offre uno strumento preventivo per fermare potenziali abusi sul nascere o per portare l’autore del contenuto davanti a un tribunale federale.
Non un rifiuto della tecnologia
Pur prendendo una posizione cauta nei confronti dell’uso non regolato dell’IA, McConaughey non si schiera contro la tecnologia in sé. L’attore ha infatti un accordo con la società ElevenLabs, specializzata nella tecnologia vocale, per realizzare versioni in spagnolo della sua newsletter con una voce sintetica generata dall’intelligenza artificiale — ma solo con il suo consenso.
Questo fa parte di un approccio che cerca dunque di bilanciare innovazione e controllo: McConaughey è disposto ad abbracciare applicazioni creative dell’IA, purché siano legittimamente autorizzate e gestite in modo trasparente.
Un possibile precedente per altri artisti
La mossa di McConaughey potrebbe segnare un precedente nel mondo dell’intrattenimento per la tutela dell’identità digitale. Se da un lato esistono già norme che vietano l’uso dell’immagine per fini commerciali senza consenso, molte di queste non si applicano esplicitamente ai contenuti generati dall’IA. La registrazione di marchi legati alla voce e all’immagine può quindi offrire un nuovo strumento legale per proteggere le celebrità da deepfake e altre forme di imitazioni digitali.