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Approfondimenti

15 Ott 2026 - Approfondimenti

Ricambi compatibili e marchi altrui: quando è lecito scrivere “compatibile con…”?

Posso vendere una custodia compatibile con iPhone, un ricambio per Dyson o un cinturino compatibile con Rolex utilizzando il nome del produttore?

Il diritto dei marchi consente, a determinate condizioni, di menzionare il marchio altrui per indicare a quali prodotti è destinato un accessorio o un ricambio. Tuttavia, non si tratta di un’autorizzazione indiscriminata ad utilizzare il marchio di un concorrente.

La distinzione fondamentale è tra l’impiego del marchio registrato altrui per

  • descrivere la destinazione del proprio prodotto o, invece,
  • impiegare tale marchio in modo tale da suggerire un’origine commerciale, un’affiliazione o un’autorizzazione con il marchio altrui che, in realtà, non esistono.

A questo si aggiunge, ad ogni modo, anche un secondo profilo di valutazione; infatti, bisogna sempre tenere conto del fatto che la compatibilità tecnica non esclude la violazione di eventuali diritti anteriori di proprietà industriale relativi al prodotto originale, quali quelli derivanti da disegni e modelli o brevetti.

Il marchio altrui può essere utilizzato per indicare la compatibilità?

La normativa europea, recepita anche dall’ordinamento italiano, limita il diritto del titolare di un marchio di impedire, a terzi, di utilizzare il marchio protetto per identificare o richiamare i prodotti o i servizi del titolare stesso, soprattutto quando il riferimento è necessario per indicare la destinazione di un prodotto o servizio, come nel caso di accessori e pezzi di ricambio.

Dunque, il riferimento ad un marchio altrui non è, di per sé, illecito; anzi, può essere necessario per consentire al consumatore di capire se un prodotto indipendente sia adatto ad un dispositivo o articolo già in suo possesso.

Si pensi, in maniera esemplificativa, ad un produttore che realizzi custodie destinate ad uno specifico modello di smartphone. Indicare il modello compatibile può essere indispensabile per permettere, ad un potenziale acquirente, di scegliere la custodia corretta. Analogamente, un venditore di pezzi di ricambio può avere interesse a specificare che un filtro, una spazzola o un altro componente è destinato a un determinato apparecchio.

In situazioni di questo tipo, il marchio viene utilizzato per fare riferimento al prodotto del titolare, non per presentare il prodotto di terzi come se provenisse dal titolare stesso.

Tale distinzione è importante anche sotto il profilo commerciale; infatti, vietare qualsiasi riferimento al marchio potrebbe rendere più difficile per i produttori indipendenti informare correttamente i consumatori sulla destinazione dei propri prodotti.

La condizione decisiva: rispettare le pratiche di lealtà commerciale

La possibilità di fare riferimento al marchio altrui non è, come anticipato, assoluta. La normativa – sia europea, sia italiana – stabilisce, infatti, che l’uso di un marchio altrui deve essere conforme alle pratiche di lealtà in campo industriale e commerciale. Ciò si traduce nel fatto che il riferimento ad un marchio altrui non deve essere ingannevole, né sfruttare indebitamente la reputazione del marchio.

In generale occorre dunque valutare, caso per caso, come il segno venga utilizzato, dove compare, quanto risulta evidente l’identità del produttore del ricambio e quale impressione complessiva ne può ricavare il consumatore.

La dicitura esemplificativa “compatibile con iPhone” può svolgere una funzione puramente informativa se accompagna la presentazione di una custodia di un produttore indipendente e chiarisce che il prodotto è destinato a un determinato modello di dispositivo.

Diverso sarebbe utilizzare il nome o il logo del titolare con una grafica che riproduca quella ufficiale, oppure presentare il ricambio in una confezione tale da far credere che si tratti di un prodotto originale o autorizzato.

Non esiste, quindi, una formula verbale che renda automaticamente lecito qualsiasi impiego del marchio. Anche un riferimento testuale corretto può diventare problematico se il resto della comunicazione commerciale finisce per suggerire un collegamento economico inesistente.

Per ridurre questo rischio, è opportuno identificare chiaramente il produttore indipendente, utilizzare il marchio altrui soltanto nella misura necessaria a spiegare la compatibilità ed evitare loghi, confezioni e altri elementi capaci di creare confusione.

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